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Denuncia di nascita di figli

La dichiarazione di nascita è l'atto con il quale viene dichiarato allo stato l'esistenza di un bambino il quale, da quel momento, diviene soggetto giuridico e titolare di posizioni giuridiche soggettive. In base alla normativa Italiana ogni neonato ha diritto ad avere una identità ad essere riconosciuto come cittadino e quindi avere l'assistenza sanitaria e la tutela sociale.

La denuncia di nascita può essere effettuata da uno dei due genitori se uniti in matrimonio. In caso di genitori non sposati la dichiarazione deve essere resa personalmente da entrambi i genitori. Può essere resa da un procuratore speciale, ovvero da un medico o dall'ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata.

A chi rivolgersi

La denuncia di nascita può essere resa:

  • Presso la Direzione Sanitaria del centro di nascita entro tre giorni dalla nascita. In questo caso il direttore sanitario o suo delegato provvede a redigere la dichiarazione di nascita e la trasmette, all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza dei genitori stessi o della sola madre in caso di genitori non sposati che abbiano residenze diverse.
  • Presso l'Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza entro dieci giorni dalla nascita. E' necessario presentarsi muniti di un documento di riconoscimento e dell'attestazione di nascita rilasciata dalla direzione sanitaria del centro di nascita in originale.

Accolta la dichiarazione e la documentazione, l'Ufficiale di Stato Civile redige l'atto di nascita dandone comunicazione all'Ufficio anagrafe per la redazione della scheda anagrafica.

Requisiti

I genitori che effettuano il riconoscimento, devono aver compiuto i 16 anni

Costi

Non vi sono costi

Normativa

  • Decreto Ministeriale del 27 febbraio 2001, in Gazzetta Ufficiale numero 66 del 20 marzo 2001 ''Tenuta dei registri dello stato civile nella fase antecedente all'entrata in funzione degli archivi informatici''.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 28/12/2000, numero 445, articolo 16
  • Decreto del Presidente della Repubblica numero 396 del 3 novembre 2000 ''Regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, a norma dell'articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, numero 127'' e circolari integrative.
  • Decreto del Presidente della Repubblica numero 323 del 6 settembre 1989 ''Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 27 ottobre 1988, numero 470 sull'anagrafe e sul censimento degli italiani all'estero''
  • Legge numero 470 del 27 ottobre 1988 ''Anagrafe e censimento degli italiani all'estero''.
  • Codice civile, articolo 231 e seguenti.

Documenti da presentare

Attestazione di nascita rilasciata dall'ostetrica o dal medico che ha assistito al parto e documento valido di identità personale (preferibilmente la carta di identità) del dichiarante:

Per i genitori non residenti si richiede la presentazione della carta di identità valida del dichiarante unitamente ai certificati di residenza di entrambi.

Per i genitori stranieri, non titolari di carta di identità, occorre esibire il passaporto.

Termini per la presentazione

L'interessato deve presentarsi per la denuncia: entro 10 giorni se la stessa viene denunciata all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di nascita o di residenza; entro 3 giorni dalla nascita se viene resa presso la Direzione Sanitaria dell'Ospedale o della Casa di Cura in cui è avvenuta. Se la dichiarazione di nascita viene resa dopo i 10 giorni, il genitore dichiarante deve indicare le ragioni del ritardo. In tal caso l'Ufficiale dello Stato Civile procede alla formazione tardiva dell'atto e ne dà segnalazione al Procuratore della Repubblica, dopodichè, l'Ufficio può rilasciare la certificazione.

Incaricato

Ufficiale di Stato Civile

Tempi complessivi

Immediata

Note

Al momento della denuncia della nascita, il dichiarante o i dichiaranti devono indicare il nome da attribuire al bambino.

Gli artt. 34 e 35 del D.P.R.3 Novembre 2000 n. 396, disciplinano l'attribuzione del nome stabilendo che il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o da più elementi onomastici, anche separati, non superiori a tre. E' vietato, inoltre, imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi, un cognome come nome, nomi ridicoli o vergognosi.

Per quanto riguarda il cognome, su richiesta dei genitori è oggi possibile attribuire anche il cognome materno in aggiunta a quello paterno. La Corte Costituzionale, infatti, con la sentenza n. 286 del 21.12.2016, ha dichiarato incostituzionali gli art.. 237, 262, 269 del codice civile, l'art. 72, comma 1, del R.D. n. 1238/1939, gli artt. 33 e 34 del D.P.R. n. 396/2000 nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno.

Nella sezione sottostante sono presenti i moduli da presentare all'Ufficiale dello Stato Civile per l'attribuzione del nome ed, eventualmente del cognome della madre.

Documenti allegati

Documenti allegati
Titolo  Formato Peso
Comunicazione del nome da attribuire al proprio figlio Formato rtf 12 kb
Dichiarazione sostitutiva attribuzione doppio cognome al proprio figlio Formato rtf 22 kb
Circolare Ministero dell'Interno n. 7 del 2017 Formato pdf 466 kb
Disposizioni sul nome e cognome nel D.P.R. 396 del 2000 Formato pdf 14 kb
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